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22 apr 2026·8 min

Affitti brevi 2026: cedolare secca, CIN nazionale e le regole che sono cambiate davvero

CL
Chiara Lombardi
Head of Compliance, Affitti Sereni

Il 2026 è l'anno in cui le regole sugli affitti brevi in Italia smettono di essere una bozza e diventano operative. Tra l'entrata a regime del Codice Identificativo Nazionale (CIN), il nuovo trattamento della cedolare secca per chi ha più di un immobile e i controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate e portali, tanti host scopriranno di essere "fuori regola" senza nemmeno saperlo. In questo articolo facciamo il punto, con le scadenze concrete.

CIN: ora è davvero obbligatorio

Il Codice Identificativo Nazionale, introdotto dal D.L. 145/2023, è entrato pienamente a regime tra fine 2025 e inizio 2026. Tutti gli annunci pubblicati su Airbnb, Booking.com, Vrbo e qualsiasi altro portale devono esporre il CIN in modo visibile. Senza CIN, l'annuncio viene oscurato dal portale ed esposto a sanzioni amministrative fino a €8.000.

La buona notizia: ottenere il CIN richiede meno di 30 minuti tramite il portale del Ministero del Turismo (BDSR), con SPID o CIE. La cattiva: senza i documenti corretti (visura catastale, dichiarazione di conformità, polizza RC) il sistema rifiuta la pratica e tocca ricominciare.

Cedolare secca: la stretta sulla seconda unità

Dal 1° gennaio 2026 la cedolare al 21% resta solo per il primo immobile destinato a locazione breve. Dal secondo in poi, l'aliquota sale al 26%. Per chi gestisce 2-5 unità, l'impatto è significativo: su un fatturato di €40.000 annui da un secondo immobile, sono €2.000 in più di tasse all'anno.

Cosa fare se hai più immobili

  • Verifica quale immobile conviene dichiarare come "primo" (in genere quello con il fatturato più alto)
  • Valuta se trasferire alcuni immobili in regime di impresa (partita IVA) se superi le 4 unità
  • Considera che la cedolare resta opzionale: il regime ordinario IRPEF può essere più conveniente se hai costi deducibili importanti
  • Parla col commercialista entro giugno: la scelta del regime va comunicata con la prima dichiarazione

Tassa di soggiorno: i Comuni stanno controllando di più

Tra il 2024 e il 2025 abbiamo visto un'esplosione dei controlli sulla tassa di soggiorno, in particolare nelle città d'arte. Firenze, Roma, Venezia e Bologna hanno fatto controlli incrociati tra i dati Alloggiati Web e i versamenti dei singoli host, scoprendo discrepanze nel 38% dei casi (fonte: ANCI 2025).

Il problema non è quasi mai la volontà di evadere. È il fatto che le aliquote cambiano per fascia d'età, per durata del soggiorno e per tipologia di struttura. Anche compilando il modulo a mano in buona fede, sbagli un caso su tre.

Controlli incrociati con i portali: cosa cambia in concreto

Dal 1° gennaio 2024 Airbnb e gli altri portali sono tenuti a comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati dei pagamenti effettuati agli host residenti in Italia. Significa che ogni euro incassato è già noto al fisco prima ancora che tu compili la dichiarazione. I controlli per il 2024 e 2025 stanno partendo proprio in questi mesi.

Se nei tuoi precedenti due anni fiscali ci sono incongruenze tra incassi dichiarati e dati trasmessi dai portali, è il momento di mettersi in pari prima dell'accertamento. Il ravvedimento operoso costa molto meno di una sanzione piena.

Cosa fare entro l'estate 2026

  • Ottenere il CIN per ogni immobile e inserirlo in tutti gli annunci attivi
  • Verificare con il commercialista la nuova ripartizione della cedolare 21/26%
  • Controllare gli storici 2024-2025 della tassa di soggiorno e fare ravvedimento se necessario
  • Centralizzare gli adempimenti su un'unica piattaforma: 6 portali governativi diversi sono ingestibili

Il 2026 non è l'anno per improvvisare. La buona notizia è che, una volta messo in piedi il flusso giusto, la compliance diventa una routine da 5 minuti per ospite. Affitti Sereni gestisce CIN, Alloggiati, ISTAT, tassa di soggiorno e scadenze fiscali in un'unica dashboard, in tutte le 20 Regioni.

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